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Chirurgia robotica e patologie prostatiche

pubblicato 8 apr 2014, 07:36 da Carlo Ceruti   [ aggiornato in data 12 apr 2014, 05:49 ]

La possibilità di utilizzare il robot per trattare alcune patologie della prostata è ormai notizia di dominio comune. A volte però le informazioni che compaiono sui giornali e in televisione sono, forse per necessità giornalistiche, riduttive o addirirttura incomplete, e spesso ingenerano confusione nei non addetti ai lavori; occorre fare chiarezza.

Quando si parla di tecniche laparoscopiche e robotiche per la cura delle patologie prostatiche ci si riferisce normalmente a tecniche che permettono di asportare completamente la prostata (intervento che in termini tecnici si chiama prostatectomia radicale) in caso di diagnosi certa di un carcinoma prostatico, cioè di un tumore della prostata.
L'intervento eseguito in robotica è un intervento mini-invasivo che si può scegliere in alternativa all'intervento tradizionale a cielo aperto (per intenderci, con il taglio); questa tecnica ha diversi vantaggi, tra cui la possibilità di eseguire l'intervento attraverso piccoli "buchi" sull'addome del paziente, le minori perdite ematiche (la necessità di procedere a trasfusioni di sangue è molto rara) e  una maggior precisione chirurgica nell'esecuzione dell'intervento, a tutto vantaggio di una ripresa postoperatoria rapida e alla più probabile conservazione delle funzionalità presenti prima dell'intervento (continenza e potenza sessuale). 
La radicalità nell'asportare il tumore è esattamente la stessa del più invasivo intervento a cielo aperto. 

Invece, per trattare il più comune adenoma di prostata (detto anche ipertrofia prostatica benigna) che ricordiamo non è un tumore, di norma non si ricorre alle tecniche laparoscopiche e robotiche, ma a tecniche di endoscopia: queste tecniche permettono di asportare solo la parte centrale della prostata, appunto l'adenoma, passando attraverso le vie naturali (il canale dell'uretra)  senza necessità di eseguire neppure quelle piccole incisioni sull'addome necessarie a far passare gli strumenti laparoscopici e senza alcun problema a livello di continenza e potenza sessuale.
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