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Specialisti a convegno a Verona sulle più recenti soluzioni ai problemi di salute del maschio

pubblicato 2 apr 2016, 13:36 da Carlo Ceruti   [ aggiornato in data 2 apr 2016, 15:49 ]

Si è svolto a Negrar, vicino a Verona, il Convegno "Hole in One - Percorso a Temi in Andrologia", incontro promosso dalla Società Italiana di Andrologia allo scopo di fare il punto sulle principali novità in tema di diagnosi e trattamento delle patologie dell'apparato genitale maschile e dell'infertilità di coppia e di fornire un'occasione di formazione di alto livello ai medici iscritti.   9 temi scelti tra i topics più "caldi" dell'andrologia sono stati oggetto di una approfondita trattazione da altrettanti specialisti provenienti da tutto il territorio nazionale; dopo ogni relazione, numerose domande da parte dei partecipanti hanno stimolato l'approfondimento sugli aspetti più rilevanti e/o più innovativi degli argomenti trattati. 
In questa occasione sono stato invitato a fare il punto sullo stato dell'arte della chirurgia andrologica protesica e ricostruttiva; la relazione ha portato all'attenzione della platea non solo le ultime evidenze emerse nella letteratura e nei più recenti convegni a livello internazionale, ma anche i dati desunti da un recente lavoro di revisione della nostra casistica chirurgica in particolare sui risultati e sul grado di soddisfazione dopo interventi di chirurgia protesica per disfunzione erettile ed incurvamenti penieni. Tra gli argomenti che hanno destato più interesse, la presentazione dei risultati a distanza dell'innovativa tecnica di raddrizzamento e allungamento nota come "sliding technique"  sviluppata e pubblicata dal nostro gruppo nel 2012, e oggi adottata da diversi centri di alto livello in tutto il mondo, dal Brasile al Regno Unito. 
Un altro argomento di chirurgia andrologica su cui è stata stimolata la discussione è stato la strategia di recupero della funzione erettile dopo interventi di prostatectomia radicale; sono stato chiamato ad aggiornare la platea sui problemi (tra cui la perdita di lunghezza del pene) e sulle difficoltà chirurgiche che si possono presentare negli interventi di posizionamento di protesi peniena per disfunzione erettile dopo asportazione radicale della prostata, sugli accorgimenti tecnici per superare tali difficoltà e in particolare sulle strategie che si possono seguire già nel corso della prostatectomia radicale robotica per prevenire tali situazioni. 
Altri argomenti di grande interesse evidenziati nel corso della giornata sono stati il ruolo delle nuove terapie oggi disponibili per la cura della disfunzione erettile e le nuove soluzioni mediche e chirurgiche per la prevenzione ed il trattamento dell'infertilità maschile; vivace il dibattito sul problema della prevenzione dell'infertilità mediante trattamento precoce del varicocele, oggi possibile con tecniche mini invasive con bassissimi rischi di recidiva. 











 

CHIRURGIA ANDROLOGICA DI ALTO LIVELLO ALLE MOLINETTE: LA NATIONAL ACADEMY OF SURGICAL ANDROLOGY FA TAPPA A TORINO

pubblicato 26 mar 2016, 09:24 da Carlo Ceruti   [ aggiornato in data 26 mar 2016, 09:48 ]

Questa settimana abbiamo ospitato alla Città della Scienza e delle Salute di Torino i Colleghi Urologi e Andrologi che frequentano il programma formativo NASA promosso dalla Società Italiana di Andrologia; il programma NASA offre agli specialisti iscritti la possibilità di frequentare dei mini-master in centri di eccellenza di Andrologia e Chirurgia Andrologica a scopo di aggiornamento e perfezionamento professionale.

Abbiamo organizzato per i colleghi in visita un Corso compatto ed intensivo sugli aspetti più moderni dell'Andrologia: le nuove protesi ad alta tecnologia per il trattamento dell'impotenza, le più moderne strategie per trattare il carcinoma prostatico  rispettando e/o ripristinando la funzione sessuale, la chirurgia degli incurvamenti e delle deformità del pene, la prevenzione e il trattamento dell'infertilità maschile. 
Gli specialisti che hanno partecipato al corso hanno potuto assistere agli interventi chirurgici che eseguiamo di routine, porre domande e discutere sulle più moderne soluzioni; nelle sessioni pomeridiane hanno seguito seminari di approfondimento sugli argomenti più "caldi" da loro stessi scelti. 
 
E' stato ancora una volta molto bello poter condividere con Colleghi provenienti da realtà diverse sparse sul territorio Nazionale l'esperienza e la passione per il lavoro di tutti i giorni, e sapere di aver contribuito ancora una volta ad accrescere il livello di qualità dell'assistenza andrologica in Italia. 

Stile di vita e prevenzione del tumore prostatico: buone notizie per i maschi?

pubblicato 10 mar 2016, 10:24 da Carlo Ceruti   [ aggiornato in data 10 mar 2016, 10:31 ]

Buone notizie oggi per i maschi?  E' possibile fare qualcosa per prevenire il tumore alla prostata, e per una volta non si richiedono diete ferree e sacrifici ipersalutisti. 

E' quanto risulta dai risultati pubblicati dalla dottoressa Jennifer Rider, epidemiologa di Boston, autrice di uno studio secondo il quale una regolare attività sessuale potrebbe prevenire l'insorgenza del tumore prostatico. 

La ricerca ha riguardato 32000 maschi seguiti  dal 1994 ad oggi. Ai partecipanti erano state chieste all'inizio dello studio precise informazioni sulle abitudini sessuali, in particolare sulla frequenza dei rapporti che avevano avuto nell'anno precedente l'intervista e in altri due periodi della loro vita (nella decade  tra i 20 e i 30 anni e in quella tra i 40 e  i 50 anni);  i soggetti sono stati seguiti nel tempo, ed è risultato che quelli che avevano una frequenza di rapporti più elevata si ammalavano di meno di tumore alla prostata. Nello specifico, coloro che avevano una media di più di 21 rapporti al mese in uno dei periodi presi in esame avevano un rischio di ammalarsi minore di circa il 20% rispetto a quelli che ne avevano solo da 4 a 7; inoltre, i  soggetti che avevano mantenuto una media di rapporti superiore a 21 in tutti i periodi della vita considerati risultavano ancora più “protetti” nei confronti del tumore alla prostata, con un rischio di ammalarsi più basso di circa il 35% rispetto ai meno attivi sessualmente.

Il carcinoma prostatico, la neoplasia più frequente negli uomini sopra i 65 anni di età, risulta meno legato rispetto ad altri tumori a fattori di rischio noti e modificabili. Di conseguenza, fare prevenzione vuol dire essenzialmente fare diagnosi precoce: una visita urologica periodica sopra i 60 anni potrebbe permettere di diagnosticare una malattia in fase iniziale quando siamo ancora in tempo per ottenere, avvalendoci anche delle più moderne metodiche come la chirurgia robotica, ottime probabilità di  guarire dalla malattia conservando importanti funzioni quali la continenza urinaria e  la potenza sessuale.

Lo studio della dott.ssa Rider si pone quindi in un campo di grande importanza sociale e ancora alla ricerca di evidenze scientifiche. Precedenti studi avevano indicato un possibile ruolo preventivo degli antiossidanti vegetali presenti nella dieta mediterranea; potremmo quindi concludere che oggi il tumore della prostata si previene a tavola... e anche a letto!

Novità nel campo della prevenzione e della cura dell'infertilità maschile

pubblicato 21 apr 2015, 10:40 da Carlo Ceruti   [ aggiornato in data 2 apr 2016, 15:54 ]

I casi di infertilità di coppia sono oggi in costante aumento, e in molti casi la causa del problema va ricercata in patologie del maschio.
Proprio su questo argomento  si sono confrontati i maggiori esopertio del settore sabato 18 aprile nella prestigiosa cornice di Serralunga d'Alba durante il Congresso annuale della Sezione Lombardo Piemontese della Società Italiana di Andrologia.
Durante l'incontro sono stato eletto Coordinatore degli andrologi lombardi e piemontesi per il prossimo triennio,e ho presentato in anteprima i risultati di una revisione della casistica di pazienti infertili operati per varicocele dal nostro gruppo dell'Università di Torino con la tecnica mini-invasiva di sclerotizzazione delle vene spermatiche: questa tecnica ha permesso di risolvere il problema di infertilità entro 1 anno dall'intervento nel 35% dei pazienti, e in un altro 35% di pazienti ha permesso di ottenere una gravidanza con il contemporaneo ausilio delle tecniche di fecondazione assistita.
Quindi oggi sempre più è chiaro che l'andrologo è il personaggio di riferimento per il maschio con problemi di fertilità. 

Un congresso sulle ultime novità in Andrologia

pubblicato 18 ott 2014, 15:52 da Carlo Ceruti   [ aggiornato in data 2 apr 2016, 15:56 ]

Si è tenuto il 18 ottobre a Stresa, sul Lago Maggiore, con il patrocinio della Società Italiana di Andrologia, il Congresso "Progressi in Andrologia 2014"; il convegno, che ha richiamato la presenza dei più esperti specialisti italiani del settore, ha tracciato un quadro completo, in "tempo reale",  delle ultime novità in campo andrologico a livello mondiale. In 5 sessioni estremamente dense sono stati trattati i tempi più caldi dell'Andrologia: il confronto tra farmaci più e meno nuovi per il trattamento della disfunzione erettile, le ultime strategie per vincere l'eiaculazione precoce, le soluzioni di procreazione medico assistita ai problemi di infertilità maschile, la chirurgia protesica  e le tecniche chirurgiche di correzione degli incurvamenti del pene.
A ogni presentazione è seguito un dibattito che ha visto un serrato confronto delle esperienze dei più referenziati specialisti italiani, con uno scambio di esperienze estremamente proficuo. 
Il nostro gruppo ha presentato e guidato la discussione su temi particolarmente caldi sia nel campo delle disfunzioni sessuali maschili sia nel campo dell'infertilità di coppia. Particolarmente vivace è stato il dibattito seguito alla mia presentazione  su ciò che "bolle in pentola" nella ricerca di nuove soluzioni farmacologiche per la disfunzione erettile:la relazione, iniziata da un'analisi dei risultati e dei problemi lasciati aperti dalle terapie farmacologiche ormai "classiche" per i problemi di erezione, si è poi addentrata nella disamina di ciò che le ultime terapie proposte si sono dimostrate in grado di ottenere in senso migliorativo e su ciò che l'esperienza ha insegnato per far rendere al meglio le terapie già più collaudate.

Un nuovo farmaco per la disfunzione erettile disponibile in Italia

pubblicato 10 apr 2014, 08:11 da Carlo Ceruti   [ aggiornato in data 18 ott 2014, 15:50 ]

Nel panorama mondiale dei farmaci per la cura della disfunzione erettile si è aggiunto recentemente un nuovo principio attivo, studiato per ottimizzare i risultati in termini di potenza e rapidità di effetto e minimizzare rischi ed effetti collaterali. Il nuovo farmaco, il cui principio attivo si chiama AVANAFIL, ha passato la fase sperimentale ed  è regolarmente registrato, quindi è  oggi a disposizione anche dei medici e dei pazienti italiani in farmacia dietro presentazione di ricetta medica.
Il farmaco è prodotto nei dosaggi di 100 mg e 200 mg. La scelta del dosaggio più appropriato per una buona risposta senza effetti indesiderati viene fatta dallo specialista andrologo in base al quadro clinico del paziente. Dagli studi clinici eseguiti prima del lancio commerciale e dall'esperienza acquisita in ambito specialistico dai primi mesi di utilizzo il farmaco si è dimostrato efficace nel trattamento di disfunzioni erettili dovute a diverse cause e con un buon profilo di tollerabilità; con l'Avanafil cresce il numero di farmaci a disposizione dell'Andrologo per trattare la disfunzione erettile in modo sempre più personalizzato e "tagliato su misura" per le necessità del singolo paziente..  
 

Chirurgia robotica e patologie prostatiche

pubblicato 8 apr 2014, 07:36 da Carlo Ceruti   [ aggiornato in data 12 apr 2014, 05:49 ]


La possibilità di utilizzare il robot per trattare alcune patologie della prostata è ormai notizia di dominio comune. A volte però le informazioni che compaiono sui giornali e in televisione sono, forse per necessità giornalistiche, riduttive o addirirttura incomplete, e spesso ingenerano confusione nei non addetti ai lavori; occorre fare chiarezza.

Quando si parla di tecniche laparoscopiche e robotiche per la cura delle patologie prostatiche ci si riferisce normalmente a tecniche che permettono di asportare completamente la prostata (intervento che in termini tecnici si chiama prostatectomia radicale) in caso di diagnosi certa di un carcinoma prostatico, cioè di un tumore della prostata.
L'intervento eseguito in robotica è un intervento mini-invasivo che si può scegliere in alternativa all'intervento tradizionale a cielo aperto (per intenderci, con il taglio); questa tecnica ha diversi vantaggi, tra cui la possibilità di eseguire l'intervento attraverso piccoli "buchi" sull'addome del paziente, le minori perdite ematiche (la necessità di procedere a trasfusioni di sangue è molto rara) e  una maggior precisione chirurgica nell'esecuzione dell'intervento, a tutto vantaggio di una ripresa postoperatoria rapida e alla più probabile conservazione delle funzionalità presenti prima dell'intervento (continenza e potenza sessuale). 
La radicalità nell'asportare il tumore è esattamente la stessa del più invasivo intervento a cielo aperto. 

Invece, per trattare il più comune adenoma di prostata (detto anche ipertrofia prostatica benigna) che ricordiamo non è un tumore, di norma non si ricorre alle tecniche laparoscopiche e robotiche, ma a tecniche di endoscopia: queste tecniche permettono di asportare solo la parte centrale della prostata, appunto l'adenoma, passando attraverso le vie naturali (il canale dell'uretra)  senza necessità di eseguire neppure quelle piccole incisioni sull'addome necessarie a far passare gli strumenti laparoscopici e senza alcun problema a livello di continenza e potenza sessuale.

Arriva alle Molinette il Laser "Salvaprostata"

pubblicato 6 apr 2014, 10:27 da Carlo Ceruti   [ aggiornato in data 10 mar 2016, 13:15 ]

ARRIVA ALLE MOLINETTE IL LASER CHE GUARISCE IN UN GIORNO LA PROSTATA INGROSSATA

L'Urologia dell'ospedale Molinette dell'Azienda Ospedaliero- Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino è all'avanguardia in Piemonte con il laser ad alta potenza che risolve definitivamente, in un solo giorno ed in anestesia locale (spinale) l'ipertrofia prostatica benigna - ingrossamento della prostata (IPB ) - , un disturbo che colpisce circa l' 80% degli italiani over 50. L'unità urologica universitaria torinese, già nota per l'uso di innovative tecniche chirurgiche mininvasive, si pone così tra i centri di riferimento in Piemonte ed in Italia per la cura di questa patologia. 

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